
Per gli aspetti di innovativa semplicità e la capacità di innescare uno scambio produttivo e positivo tra generazioni lontane – bambini della scuola dell’infanzia e primaria e insegnanti in pensione – Maestri per la vita vince nel 2012 il “Premio per iniziative di promozione dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni“, ottenendo un finanziamento di novantanovemila euro erogato dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri secondo le seguenti premesse: “In questi ultimi anni ci sono state iniziative, sia a livello nazionale che locale, promosse dalle istituzioni e dal mondo del volontariato e del sociale, che sono riuscite a sensibilizzare i cittadini sul tema della promozione di una cultura dell’invecchiamento attivo che valorizzi l’utile contributo degli anziani alla società e all’economia, favorendo opportune condizioni di lavoro, di partecipazione alla vita sociale e di vita sana ed indipendente. Il Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri coordina tali attività, promuove le iniziative regionali e locali, assicurando la partecipazione di tutte le parti interessate alla tematica dell’invecchiamento attivo” (fonte: www.politichefamiglia.it).

È un riconoscimento, dunque, e non un bando di concorso a promuovere il progetto, uno dei quarantasette voluti dal Dipartimento a favore della terza età su tutto il territorio nazionale. Maestri per la vita nasce dalla creatività dell’associazione di promozione sociale onlus Uniso-Universociale. L’idea consiste nel restituire una attiva dimensione professionale a docenti in pensione, trasformandoli in maestri volontari pronti ad offrire competenze, dedizione e tempo libero a piccoli studenti (fascia di età compresa tra 6-13 anni), bisognosi di allenare abilità e di recuperare apprendimenti non assimilati né durante il percorso scolastico canonico né all’interno del contesto familiare.

Un originale doposcuola pomeridiano che costituisce una doppia occasione di riscatto: per la speciale platea di insegnanti stimolata a recuperare un ruolo produttivo nella società, oltre la monotonia e la potenziale solitudine causata dalla pensione; e per i giovanissimi allievi che, per ragioni disparate, faticano a tenere il passo con gli obiettivi didattici e possono contare su un ulteriore supporto educativo per superare le difficoltà di apprendimento. Il punto di forza che salta subito allo sguardo è l’efficace semplicità dell’idea. La sua efficienza risiede esattamente nel fatto di offrire una risposta circoscritta e tangibile, misurabile nel tempo e quantificabile economicamente, a specifici bisogni di due parti sociali distinte: il desiderio degli anziani in pensione di contrastare la tendenza all’isolamento e la percezione di inservibilità sociale; e l’inespressa esigenza dei piccoli allievi che inciampano sui percorsi scolastici per ragioni sociali, familiari, individuali, a poter contare su una affettuosa figura didattica di riferimento, un insegnante un po’ nonno un po’ maestro in aggiunta ai docenti scolastici di ruolo. Pur nella sua immediatezza, il progetto, come si avrà modo di constatare nei successivi approfondimenti dedicati alle prospettive di chi ha vissuto l’esperienza, ha riscosso un successo enorme. Ne sono usciti gratificati tutti gli utenti. I bambini che hanno visto migliorare settimana dopo settimana il proprio rendimento scolastico e le proprie abilità relazionali grazie ai pomeriggi trascorsi in compagnia dei nonni speciali; e i pensionati che hanno ristabilito un contatto con le emozioni regalate dal proprio lavoro, abbandonato anni prima. Maestri che sono tornati tra i banchi di scuola approcciando all’insegnamento con responsabilità e occhi diversi, appagati dalla vicinanza e dalla gratitudine degli studenti ritrovati.
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